Il sistema di allevamento adottato prevalentemente nella nostra azienda è il cordone speronato doppio per le uve rosse mentre per le bianche alcune varietà richiedono il doppio guyot. Viene effettuata una potatura invernale corta lasciando 3-5 gemme per le uve rosse destinate alle riserve (e il doppio per il Rubesco) e 6 gemme per le bianche: questo carico di gemme ci consente una produzione che varia da 1 Kg (per le riserve) a 2 Kg (per il Rubesco) per pianta per le rosse, mentre per le uve bianche la produzione si attesta tra 2-2,5 kg per pianta.
Molta importanza viene data alle operazioni di potatura verde che vengono eseguite nel periodo primaverile-estivo. E’ importante sottolineare che la rimozione di gemme, germogli, foglie e grappoli durante la fase vegetativa influenza la crescita della vite nella fase più attiva, assumendo connotati ancora più delicati di quelli della potatura invernale. Ai fini della qualità delle uve queste operazioni sono tutte manuali. La raccolta –in parte manuale e in parte meccanica- è un’operazione colturale impegnativa, poiché richiede tempestività, elevato fabbisogno di manodopera e macchine altamente specializzate. L’epoca di raccolta rappresenta una scelta determinante per la qualità del futuro vino e deve essere individuata in funzione dell’obiettivo enologico stabilito per mezzo delle curve di maturazione, che prendono in considerazione il contenuto zuccherino e l’acidità delle uve durante la maturazione.
Le lavorazioni meccaniche del terreno ci consentono l’accumulo e la conservazione delle risorse idriche permettendo così alle radici di giungere a una profondità maggiore per ricercare acqua ed elementi nutritivi, controllare le erbe infestanti e ostacolare lo sviluppo e la diffusione di agenti patogeni.
Quando a metà degli anni ’90 abbiamo iniziato a reimpiantare i nostri vigneti, abbiamo adottato densità d'impianto tra le 4000 e le 5000 piante per ettaro, secondo la conformazione del terreno: riusciamo così, nelle varietà bianche, a preservare integri gli aromi primari ed i precursori dei secondari e, in quelle a bacca rossa, ad ottenere concentrazione ed equilibrio ottimali.
Con i ripetuti interventi di potatura invernale e primaverile-estiva, conteniamo la vegetazione in modo da ottenere per le nostre riserve (Rubesco Riserva Vigna Monticchio, San Giorgio, ecc.) un rapporto (LAV) tra superficie fogliare esposta alla fotosintesi e resa per pianta di “1 a 1”: significa 1 kg di uva prodotta per 1 mq di parete vegetativa (che con i nostri sesti di impianto corrisponde a circa la superficie fogliare di una vite); tale rapporto che nel Rubesco diventa di “2 a 2”. Fondamentale infatti per la maturazione delle uve è una sufficiente superficie fogliare: sono le foglie che maturano l’uva facendo la fotosintesi e riparando i grappoli dal sole, mentre il sole diretto la brucia.
Nella Tenuta di Montefalco, grazie al fatto che i vigneti sono accorpati attorno alla cantina, abbiamo scelto di adottare pratiche di agricoltura biologica, scelta che comporta un periodo di 3 anni di conversione: a partire dalla vendemmia 2014, quindi, i vini Lungarotti della Tenuta di Montefalco saranno ufficialmente certificati “bio”.