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Vn Cnt Img02Alle porte del borgo, al centro di una delle zone viticole più piccole d’Italia. Una lunga tettoia, e, dietro, una cantina che negli anni è cresciuta al passo delle vigne che la circondano. Ne escono molti vini, tutti certificati, e ogni dettaglio è seguito con attenzione quasi maniacale. Ci diverte dire che non esistono porte chiuse: fin dall’inizio, il nostro piacere è stato quello di invitare a vedere, e toccare con mano, i processi di produzione e di affinamento. Non c’è promozione migliore. La visita tocca ogni aspetto ed ogni fase della vinificazione, tra macchinari di ultima tecnologia ed ambienti di grande suggestione, botti e barriques, e si snoda lungo il corridoio avvolto nella penombra, affiancato da intere pareti di bottiglie distese in affinamento.

Vn Cnt Img02 Un percorso suggestivo, lungo il quale sono scanditi i nomi dei vini che qui attendono di raggiungere quel giusto punto di morbidezza ed eleganza per lasciare la cantina. Percorrendolo, si giunge al “caveau”, l’archivio storico, orgoglio dell’azienda, dove sono custodite le vecchie annate. E’ uno spettacolo non comune, così come l’intera visita che introduce al mondo del vino e che sempre è seguita dai visitatori con attenzione e grande partecipazione. E dopo la visita, la degustazione: all’Enoteca della Cantina, in un ambiente adibito alla degustazione e a corsi di formazione.

In cantina lavorano molti dei figli o dei nepoti dei primi operai che con il fondatore presero parte a questa avventura. Un legame che continua attraverso le generazioni e che coinvolge la comunità di Torgiano: ed è la comunità che ha deciso di intitolare la strada su cui si affaccia la cantina proprio a Giorgio Lungarotti.

Vn Cnt Img02A Turrita, al centro di una delle zone più belle del territorio di Montefalco, con una vista a 360° sulla valle e sulle colline circostanti, la cantina è interamente circondata dal vigneto. Pochi passi quindi dalla vigna alla cantina: l’ubicazione ideale. Sotterranea, la cantina è stata realizzata con moderni e innovativi criteri, secondo il principio della gravità: le uve giungono così al piano di campagna per poi arrivare ai fermentini sottostanti per caduta.

Gli ambienti tecnici completamente interrati trovano la naturale coibentazione del terreno, con una termoregolazione naturale e costante che consente quindi ulteriore risparmio di energia. La produzione qui è limitata a pochi vini a base del vitigno principe della zona, il Sagrantino. Entrando nella villa dalle antiche architetture, la parte di rappresentanza con il “salone delle feste”, la sala di degustazione e il mormorio di una grande fontana. Tutt’intorno, viti, rose e melograni.