La gamma dei vini è articolata, a partire dalle diversità dei vigneti, che per composizione del terreno o microclima già trasmettono alle uve caratteri particolari, potenziati dal lavoro dell’uomo.
A Torgiano le proprietà della famiglia sono unite in modo da avere vigneti accorpati, anche se al loro interno si evidenziano microzone: 250 ettari vitati, oltre ad altri in affitto o controllati. La varietà delle situazioni pedo-climatiche ha ispirato la scelta dei vitigni e dei portainnesti, con una leggera predominanza di uve rosse rispetto alle bianche. Sangiovese, Canajolo, Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot Nero, Colorino e Syrah le più diffuse sul fronte dei rossi; Trebbiano, Grechetto, Chardonnay, Pinot Grigio e Vermentino su quello dei bianchi. Secondo una zonazione ante litteram che Giorgio Lungarotti iniziò a sperimentare già negli anni ‘60 gli impianti vocati a vini bianchi di grande carattere sono situati sui freschi terreni lungo la valle del Tevere, mentre le pendici delle colline sono riservate alle varietà rosse. Si sale poi progressivamente fino ai 300 metri s.l.m., lungo la dorsale che da Torgiano porta a Brufa, luogo di elezione per la coltivazione della vite: l’habitat è ideale per le vigne destinate alla produzione dei cru aziendali. Dalla media-bassa collina, in terreni più freschi e in suoli più profondi, vengono le uve dedicate a vini più giovani e fragranti.
Il nostro progetto non si ferma a Torgiano ma guarda all’Umbria. Le forti diversità che anche una regione così piccola sa esprimere sono stimolanti: e così ne abbiamo raccolto la sfida, varcando nel 1999 i confini di Torgiano verso la zona di Montefalco. Qui, a Turrita, abbiamo individuato una proprietà che per esposizione e tipologia dei suoli rispondeva perfettamente al nuovo progetto e all’idea di sempre. A quasi 400 metri s.l.m. sul livello del mare abbiamo impiantato 20 ettari tra Sagrantino, Sangiovese e Merlot in vigneti che convergono a raggiera verso la cantina.
Colline che alternano i colori della vite al verde argenteo degli olivi: paesaggi e colori che affascinavano i viaggiatori lungo il percorso del Grand Tour. Anche oggi visitatori, scrittori e giornalisti in visita a Torgiano e a Montefalco riportano l’impressione intensa del binomio vite-olivo, da cui nascono le due grandi produzioni umbre. Qui l’olivo è di casa da sempre, con le varietà della tradizione, Frantoio, Leccino, Moraiolo: allora in coltura promiscua, oggi specializzata – con potatura a monocono per gli oliveti intensivi e a vaso per le piante lungo i terrazzamenti della collina di Brufa - ottimizzando le tecniche in relazione all’ecosistema. Per arrivare a produrre, in tecnologia avanzata, un olio di altissima qualità.